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Il “miracolo” di suor Bakhita: da commessa divento santa | Luglio 12, 2008

Roma – Ci sono storie che, figlie di un’epoca precisa, poi le oltrepassano tutte, perché raccontano valori che sono validi sempre. La storia di Bakhita è tipicamente ottocentesca; eppure sembra scritta oggi. Ha ragione il responsabile di Raifiction, Max Gusberti, quando afferma che «pur vissuta un secolo fa Bakhita è modernissima, perché esprime il desiderio di libertà interiore che è negli uomini di tutti i tempi». Questa Bakhita, insomma – miniserie presentata ieri al Roma Fiction Fest, prossimamente sui teleschermi Rai – poteva essere una bella occasione, per far conoscere al grande pubblico la storia oscura dell’ex schiava sudanese, nata in catene nel 1869 e assurta alla gloria degli altari il 1º ottobre del 2000, grazie alla santificazione di Giovanni Paolo II. Ma rischia di diventare quasi un’occasione sprecata. Quella che i telespettatori seguiranno, infatti, è un’altra storia, solo «liberamente ispirata» alla vera vicenda della schiava divenuta santa; ma in realtà ampiamente riscritta dagli sceneggiatori Soldi e Gentili, assieme al regista della fiction, Giacomo Campiotti. È il solito problema: certe biografie tv sono prontissime a sfruttare l’immagine di un protagonista accreditato; ma poi sembrano proprio loro le prime a non crederci fino in fondo. «Noi dichiariamo chiaramente che Bakhita è solo “liberamente ispirato” ai fatti reali – obbietta Campiotti – Il fatto è che sulla vera Bakhita, soprattutto della sua vita in Africa, si sa pochissimo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275513



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