Azione's Weblog

«Il forfeit di Messina preoccupa Ferrania»

Il gruppo Messina ammette di non essere in grado di fare il laminatoio a Ferrania. E chiede aiuto alla regione. Una notizia che scuote la politica. Pietro Oliva, consigliere regionale di Forza Italia, interviene pesantemente sulla notizia relativa alla grave crisi in cui verte azienda valbormidese presentando un’interrogazione urgente. «La richiesta di mediazione del Gruppo Messina alla Regione Liguria affinché intervenga per supportare la realizzazione del laminatoio (passaggio chiave con i suoi 300 posti di lavoro creati sul territorio) riempie di drammatica incertezza l’intera vicenda – attacca Oliva – Tale situazione è resa ancor più grave se si considera la precaria e limitata capacità decisionale ed operativa della giunta Burlando che ogni giorno di più vacilla sotto i colpi che le vengono inferti dalla propria maggioranza sia ad esempio sui fringuelli sia sui subacquei». Senza contare le ultime brutte figure sulla nomina per Sviluppo Genova, la legge sulla sicurezza, sugli adeguamenti alla finanziaria e praticamente su ogni argomento delicato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298528


Prof suicida: «C’è un complotto della Procura»

Sono scritti in una lettera, ora agli atti della procura di Patti, i motivi che hanno spinto al suicidio Adolfo Parmaliana, 50 anni, noto e stimato docente universitario messinese, autore di numerose denunce contro la mala amministrazione e i legami tra la massoneria, le cosche mafiose della provincia e i colletti bianchi. Nella missiva, sequestrata dai carabinieri, il professore, che si è lanciato da un viadotto dell’autostrada, avrebbe denunciato una sorta di complotto ordito contro di lui dai vertici della procura di Barcellona Pozzo di Gotto che, recentemente, l’aveva rinviato a giudizio per diffamazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295442


Mille in corteo contro la Gelmini De Corato: «Filmati gli imbrattatori»

«No alla cultura della distruzione. Gelmini la scuola t’ha bocciata, la rivolta degli studenti è appena cominciata»: recitava così lo striscione che apriva il corteo organizzato dai collettivi studenteschi. Un serpentone partito intorno alle 9.30 da largo Cairoli per dirigersi a suon di Beach Boys e Bee Gees in piazza Fontana. Oltre mille gli studenti che hanno disertato i banchi di scuola e, senza lasciarsi scoraggiare dalla pioggia, hanno sfilato per le vie del centro al grido di «Gelmini noi ti bocciamo» e «la riforma non la vogliamo», in contemporanea con i coetanei di altre città italiane.Una mobilitazione contro «gli otto miliardi in meno all’istruzione pubblica in tre anni» e i «97mila professori e 43mila posti Ata in meno», hanno fatto sapere i collettivi e Cantiere, l’unico centro sociale presente. Ma anche, dice Gianmarco del Liceo Manzoni, «rafforzamento della gestione manageriale dell’amministrazione» che renderebbe «la scuola sempre più simile ad un’azienda». Poi aggiunge: «Vogliamo che la nostra scuola significhi libera circolazione del sapere, formazione critica alla vita, autodeterminazione, scambio e confronto tra diverse culture, sviluppo della propria individualità, socialità e relazioni».Belle parole, certo, ma contrastanti con gli atti di vandalismo che non sono mancati nemmeno in questa manifestazione relativamente tranquilla.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295524


«Giovanna D’Arco» Lavia esalta il Verdi giovanile

«Verdi tra noi», dice una delle manifestazioni quotidiane a Parma, in questi giorni, ed è davvero così: in un fervore allegro e in una riflessione pensosa la città e chi vi accorre partecipano con Verdi alla costruzione d’una civiltà consapevole e felice. Ci sono 4 opere per 25 recite complessive, incontri, mostre, iniziative per i bambini, e immagini di Verdi dappertutto. La vecchia tradizione pittoresca di sapore loggionistico e gaudente confluisce in dissolvenza incrociata nella nuova passione che unisce cultura e curiosità.Apertura folgorante con la Giovanna d’Arco: opera giovanile, discontinua, ingenua, a tratti sbalorditiva, dove la Pulzella d’Orleans finisce per non morire sul rogo e correre in battaglia, e dove un padre di oppressione fanatica la accusa davanti a tutti d’avere peccato d’amore carnale col Re. Per quello che sentiamo e che vediamo, ci aveva solo fatto un pensierino, e se non fosse per la vocazione alla verginità programmatica e alla sorte di condottiera redentrice della Francia, tutt’altro che illegittimo, perché i due erano innamorati con pienezza invidiabile e propositi sani. Dobbiamo ringraziare il regista Gabriele Lavia, che, oltre ad averci dato uno spettacolo di gesti netti, di luci e colori abbaglianti o sommessi come un segreto, nelle scene di Camera da epopea popolare e con i costumi di Viotti capaci di sbozzare un’epoca come di creare ritratti, ci ha comunicato nei gesti dei due sospettati l’attrazione carnale e il malore da passione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295480


«Sessi in de cisy» Come ti romanizzo un tormentone

Da Manhattan a Roma e dal set al proscenio, ma è tutta un’altra storia. Cambiano i volti dei protagonisti (sono sempre trentenni, single e indecisi in materia di relazioni sentimentali), ma non cambia il tema: sesso, sesso e ancora sesso. Glamour, guardaroba firmato, cure di bellezza e confessioni piccanti da snocciolare senza pudore alle amiche che ascoltano a bocca aperta lasciano il posto a incontri organizzati in gran segreto da 4 amici che, invece di incontrarsi in palestra o alla beauty farm come dicono a casa, ogni giovedì si barricano in un teatro chiuso da mesi per parlare delle loro crisi esistenziali. Dal filone aureo di «Sex and the City» – passato dal piccolo al grande schermo, arrivando anche a teatro nelle passate stagioni con ben due rivisitazioni (Sex in the city 1 e 2) – il Teatro Vittoria sta per alzare il sipario, in rigorosa seconda serata dato l’argomento, con «Sessi in de Cisy». Irriverente fioritura del noto telefilm ambientato nella Grande Mela che, dal rimaneggiamento del titolo, non lascia spazio a equivoci. Nel poker di protagonisti, accanto a Santa (addetta delle pulizie), Mira (psicoterapeuta) e Carlotta (laureanda) stavolta c’è un uomo, Federico (avvocato gay). Testo di Benjamin Preciso diretto da Lauro Versari.\

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295582


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