In prima fila c’è anche la Ducati ufficiale di Casey Stoner, a lungo in vetta alla scala dei tempi, prima di essere passato irrimediabilmente dai due iberici quando non c’era più il tempo per rispondere con un giro lanciato.
Meno fortunato Sete Gibernau che non ha preso parte alle qualifiche per la violenta caduta nelle libere del mattino, in cui ha riportato la frattura della clavicola in due punti.
Lo spagnolo in sella all’Aprilia del team Mapfre Aspar ha fermato il cronometro sul miglior tempo di 1′36”270, precedendo di 382 millesimi la Metis Gilera del campione del mondo Marco Simoncelli.
In seconda fila l’altra Aprilia Mapfre Aspar del francese Mike Di meglio (0″733) davanti a quella dello spagnolo Alex Debon (1′095) che ha preceduto di 2 millesimi la Honda (Team Scot) di Raffaele De Rosa.
Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/05/sport/motogp/gp-francia/griglia-gpfrancia/griglia-gpfrancia.html
TORINOCon il dribbling, Diego Ribas da Cunha se la cava benone anche fuori dal prato, e il catenaccio lo lascia agli altri: sbucato da oltre due ore di colloquio con gli uomini mercato Juve, che gli avranno suggerito di non parlare, sai la novità, il fantasista brasiliano apre la porta della sua villetta bianca in Helene-Neesen Strasse, periferia residenziale di Brema e, con gentilezza, accetta di fare quattro chiacchiere.
Da queste parti lo è da due anni, anche se il Werder fatica in Bundesliga, e ormai era tempo di migrare.Diego, dal primo giugno sarà un giocatore della Juve’«Non c’è ancora niente di ufficiale, ma credo che manchi davvero pochissimo, questione di dettagli.
Sono abituato a fare un passo alla volta, piano, piano».L’avrebbero presa per vincere, e la riserva di pazienza dei tifosi è quasi esaurita: tutti si aspettano grandi cose da lei.«Per questo è una bella sfida, e spero di non deludere».Del Piero, Zidane, Platini, sono alcuni numeri dieci della Juve: tocca a lei.«Mica male come lista, vedrò di essere all’altezza».Il suo preferito’«Zidane, un europeo che giocava un po’ come un brasiliano.
Stiamo insieme da otto anni, mi ha seguito sin qui».Dove è diventato un fenomeno e un idolo.«Cerco di lavorare sodo, e vado in campo per vincere».Sarà la sua missione anche in bianconero, a giudicare dalle attese: andrà subito in ritiro dopo la Confederations Cup’«Intanto, spero di andare alla Confederations».Come va l’infortunio’«È un piccolo problema muscolare dietro alla coscia sinistra, nulla di grave.
Fonte:
http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/quijuve/200905articoli/20476girata.asp
Questa è la gente di San Paolo, che c’entra poco con quella di Rio, non impazzisce per Copacabana, per l’alegria do povo, per l’idea di essere eternamente in vacanza o immersi nella miseria sperando che il calcio sdogani dalla povertà.
Il Real non poteva essere la squadra per lui, perché spesso è la squadra per nessuno: come fai a giocare quando il nome arriva prima della condizione fisica, quando la campagna acquisti è solo lo strumento di una campagna elettorale.
Mancava solo l’Inghilterra che per anni ha deciso di non importare brasiliani, per il tipo di gioco che si fa qui, per il clima, per l’ambiente all’interno degli spogliatoi.
Lui non c’era e allora a Roma è spuntata anche una voce strana, qualcosa a metà tra il gossip e la cattiveria: l’amicizia con un uomo, un uomo di calcio, ma non di campo.
Fonte:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1454