Azione's Weblog

Visco: i poveri pagheranno più tasse dei ricchi – Economia

Il gioco sull’Ici è di quelli ad alto rischio. In un carosello di assicurazioni (non tornerà mai) e ammiccamenti (magari qualcosa con il federalismo), torna sul tavolo la tassa appena eliminata (a spese dei Comuni). Ultima «trovata»: la service tax, un nome che piace anche a Tremonti, assicura il vulcanico ministro della semplificazione Roberto Calderoli. Un carosello fiscale che sembra un gioco, se non fosse che nasconde una trappola infernale e dolorosa. «La verità è che vogliono eliminare la progressività. Che significa? Detto in parole povere: che i ricchi pagheranno di meno dei poveri». È un attacco tranchant quello di Vincenzo Visco, viceministro al Tesoro nell’ultimo governo Prodi, finito più volte sotto il fuuoco di chi le tasse avrebbe voluto toglierle a tutti (meno che ai lavoratori dipendenti). Il fisco torna al centro del dibattito, ma i toni con il centrodestra sembrano pacificati. Nuove tasse, ma nessuno si straccia le vesti. Come la vede?«Solo il livello di analfabetismo a cui siamo arrivati può giustificare questo dibattito senza senso». Perché senza senso?«È ovvio che a livello locale le tasse servono per pagare i servizi. A che altro se no? Il problema è un altro. Gli esempi di imposte locali che esistino sono sostanzialmente di due tipi: sul valore del patrimonio e la quantità dei servizi. Tecnicamente si possono creare tante soluzioni diverse.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78812


Il “miracolo” di suor Bakhita: da commessa divento santa

Roma – Ci sono storie che, figlie di un’epoca precisa, poi le oltrepassano tutte, perché raccontano valori che sono validi sempre. La storia di Bakhita è tipicamente ottocentesca; eppure sembra scritta oggi. Ha ragione il responsabile di Raifiction, Max Gusberti, quando afferma che «pur vissuta un secolo fa Bakhita è modernissima, perché esprime il desiderio di libertà interiore che è negli uomini di tutti i tempi». Questa Bakhita, insomma – miniserie presentata ieri al Roma Fiction Fest, prossimamente sui teleschermi Rai – poteva essere una bella occasione, per far conoscere al grande pubblico la storia oscura dell’ex schiava sudanese, nata in catene nel 1869 e assurta alla gloria degli altari il 1º ottobre del 2000, grazie alla santificazione di Giovanni Paolo II. Ma rischia di diventare quasi un’occasione sprecata. Quella che i telespettatori seguiranno, infatti, è un’altra storia, solo «liberamente ispirata» alla vera vicenda della schiava divenuta santa; ma in realtà ampiamente riscritta dagli sceneggiatori Soldi e Gentili, assieme al regista della fiction, Giacomo Campiotti. È il solito problema: certe biografie tv sono prontissime a sfruttare l’immagine di un protagonista accreditato; ma poi sembrano proprio loro le prime a non crederci fino in fondo. «Noi dichiariamo chiaramente che Bakhita è solo “liberamente ispirato” ai fatti reali – obbietta Campiotti – Il fatto è che sulla vera Bakhita, soprattutto della sua vita in Africa, si sa pochissimo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275513


La fine del Parlamento

In un momento (quanto mai prezioso) di sincerità Silvio Berlusconi ha illustrato la funzione dei «suoi» parlamentari a Montecitorio e a palazzo Madama: quattro o cinque teste pensanti, e tutti gli altri addetti a premere i pulsanti. Si era in campagna elettorale e forse neppure da unto del signore egli avrebbe immaginato che il voto degli italiani, rinforzato dal porcellum, gli avrebbe consegnato una sontuosa maggioranza di 54 senatori e di 58 deputati. Tutti nominati dall’alto. Tutti riconoscenti. Tutti allineati e coperti. E infatti, adesso, il Parlamento funziona come un orologio svizzero.Bastano pochi minuti e il Consiglio dei ministri approva per acclamazione i desiderata del presidente-proprietario, confezionati in forma di legge dagli avvocati e consulenti a libro paga. Dopodiché il ministro che recita la parte del proponente (in genere Alfano) illustra alla stampa riunita lo spirito della norma augurandosi che l’opposizione non faccia mancare il suo apporto (peraltro superfluo). E se invece l’opposizione sorda ai richiami del Paese rifiuta la generosa offerta di dialogo, pazienza. Poche settimane e con apposito calendario predisposto dalla maggioranza la legge desiderata diventa tale. Merito degli addetti alle pulsantiere, con il supporto dei «pianisti» che votano per due (non ce n’è bisogno ma è la forza dell’abitudine). Tutto questo con il controllo ferreo delle commissioni. Mentre vengono frapposti sempre nuovi ostacoli al diritto della minoranza di presiedere gli organismi di garanzia, a cominciare dalla vigilanza Rai.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76671


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Filippine, riuscito il recupero del traghetto della morte

I sommozzatori non hanno trovato alcun segno di vita nello scafo del traghetto naufragato al largo delle Filippine dopo essere stato investito dal tifone Fengshen. Lo ha annunciato la marina filippina. Sono stati trovati soltanto corpi di passeggeri rimasti intrappolati nel traghetto affondato tre giorni fa. A bordo della nave c’erano più di 800 persone. Il portavoce della marina filippina, il tenente colonnello Edgard Arevalo, ha detto alla radio Dzbb che la maggior parte dei corpi galleggiava nell’acqua all’interno del traghetto. L’interno del traghetto è troppo scuro per poter vedere quanti corpi vi sono, ma è passato troppo tempo dal disastro per sperare di trovare qualcuno ancora vivo, ha detto il militare. Sei corpi, tra cui quelli di un uomo e una donna legati insieme, sono stati restituiti dal mare, assieme ai sandali di alcuni bambini e ai giubbotti di salvataggio: sono tra le immagini del disastro del traghetto «Princess of Stars», rovesciato sabato nelle Filippine centrali con a bordo più di 800 persone dalla furia del tifone Fengshen. Solo 38 persone sono state ritrovate vive: 28 di loro sono rimaste in mare per più di 24 ore grazie ai giubbotti di salvataggio, e sono state ripescate ieri 130 chilometri a nord del luogo del disastro, nella provincia orientale di Quezon. Mentre alcuni parenti cercano notizie in lacrime, altri si sfogano e chiedono perchè è stato dato il permesso di salpare da Manila venerdì sera alla «Princess of Stars» per una viaggio di 20 ore con un tifone in arrivo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76556



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Morti sul lavoro, un altro agricoltore schiacciato

L’agricoltura si conferma un settore a rischio. Un altro lutto sul lavoro viene da questo comparto. Un agricoltore di Bagnolo in Piano, nel reggiano, è morto schiacciato da un trattore agricolo. L’anziano trattorista era intento a raccogliere fieno sull’argine di un canale di bonifica a San Tommaso di Bagnolo quando il trattore che guidava si è ribaltato schiacciandolo. Ogni soccorso è stato vano. Sono intervenuti i carabinieri.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76472