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«Giovanna D’Arco» Lavia esalta il Verdi giovanile

«Verdi tra noi», dice una delle manifestazioni quotidiane a Parma, in questi giorni, ed è davvero così: in un fervore allegro e in una riflessione pensosa la città e chi vi accorre partecipano con Verdi alla costruzione d’una civiltà consapevole e felice. Ci sono 4 opere per 25 recite complessive, incontri, mostre, iniziative per i bambini, e immagini di Verdi dappertutto. La vecchia tradizione pittoresca di sapore loggionistico e gaudente confluisce in dissolvenza incrociata nella nuova passione che unisce cultura e curiosità.Apertura folgorante con la Giovanna d’Arco: opera giovanile, discontinua, ingenua, a tratti sbalorditiva, dove la Pulzella d’Orleans finisce per non morire sul rogo e correre in battaglia, e dove un padre di oppressione fanatica la accusa davanti a tutti d’avere peccato d’amore carnale col Re. Per quello che sentiamo e che vediamo, ci aveva solo fatto un pensierino, e se non fosse per la vocazione alla verginità programmatica e alla sorte di condottiera redentrice della Francia, tutt’altro che illegittimo, perché i due erano innamorati con pienezza invidiabile e propositi sani. Dobbiamo ringraziare il regista Gabriele Lavia, che, oltre ad averci dato uno spettacolo di gesti netti, di luci e colori abbaglianti o sommessi come un segreto, nelle scene di Camera da epopea popolare e con i costumi di Viotti capaci di sbozzare un’epoca come di creare ritratti, ci ha comunicato nei gesti dei due sospettati l’attrazione carnale e il malore da passione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295480


Panico al centro di Napoli Crolla una casa di 5 piani

Un palazzo di cinque piani è crollato a Napoli, nei quartieri Spagnoli. La polizia ha sgomberato l’area. Nell’edificio, abbandonato dopo il terremoto del 1980 e puntellato all’interno ma non all’esterno, erano in corso lavori di ristrutturazione. La palazzina al momento del crollo sarebbe stata occupata da alcuni operai. Mentre i vigili stavano facendo uscire le persone dagli edifici adiacenti la palazzina ha avuto un secondo cedimento che non ha provocato feriti. La necessità di mettere al sicuro ciò che rimane dell’edificio rende impossibile proseguire con le operazioni di scavo delle macerie, alte una decina di metri.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275452


La Poor-Card

Il governo è sceso prepotentemente in campo e ha offerto al popolo dei salariati e dei pensionati la sua ricetta salvifica: la Carta dei poveri, la ‘Poor-Card’ per dirla in inglese. Un’iniziativa moderna e non una riedizione della tessera annonaria, quella in uso durante la seconda guerra mondiale onde ottenere i beni di prima necessità. È la dimostrazione che a Palazzo Chigi si è insediata non un accolita di egoisti intenti a salvaguardare i propri interessi personali bensì una confraternita di benefattori. Buoni, generosi, compassionevoli dice qualcuno, Non voltano il capo dall’altra parte quando incontrano un povero pensionato o un povero metalmeccanico. Anzi pensano di rifornirlo con un sonante Euro. È il privilegio che per ora avranno solo i poveracci con le pensioni al minimo: con la nuova carta avranno, infatti, la disponibilità assoluta di un Euro al giorno. Certo non si potranno permettere spese pazze ma volete mettere la gioia di poter disporre di una carta di credito sia pur minima? Sarà un modo per odorare il profumo del benessere. Giornali e televisioni hanno raccontato che è tutto merito di Tremonti travestito da Robin Hood. Era, quest’ultimo, il principe dei ladri che distribuiva il bottino ai poveri. Così il ministro del Tesoro avrebbe tartassato, ridotto alla miseria, addirittura petrolieri e banchieri. Certo non deve aver ricavato molti introiti se si è trovato tra le mani solo la possibilità di distribuire un Euro al giorno e solo a una piccola parte di pensionati in attesa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76494


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Morti bianche, dopo Mineo mobilitazione sindacale in Sicilia

Al via in Sicilia la mobilitazione contro le morti bianche e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, promossa dopo la morte dei sei operai a Mineo e che culminerà venerdì alle 9.30, alle Ciminiere di Catania, con una manifestazione regionale alla quale parteciperanno il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i vertici confederali di Cisl e Uil. A Ragusa i sindacati confederali incontrano l’associazione provinciale delle imprese, mentre mercoledì si svolgerà il faccia a faccia col prefetto. Stesso programma a Caltanissetta, dove il sit-in davanti alla prefettura è previsto per mercoledì alle 11. Giovedì a confrontarsi col prefetto saranno i sindacati di Palermo e Trapani mentre, nello stesso giorno, terranno un presidio davanti alle prefetture le organizzazioni del lavoro di Messina (alle 17), Agrigento (alle 10.30), Siracusa (alle 18) ed Enna (alle 10). Nei prossimi giorni, inoltre, Catania sarà teatro di tre assemblee, dei lavoratori edili, dei metalmeccanici e del pubblico impiego, con la partecipazione dei segretari siciliani Italo Tripi (Cgil), Maurizio Bernava (Cisl) e Claudio Barone (Uil). È un fatto che l’ufficio regionale conti appena 150 ispettori: un drappello minuscolo, anche se si sommano gli 80 carabinieri impegnati nei controlli, a fronte delle 480 mila aziende da verificare, oltre ai cantieri edili e ai 400 tra enti e aziende collegati a Province e Comuni. Ma entro i prossimi mesi, assicura la Regione, gli organici degli ispettorati del lavoro saranno potenziati con altre 200 unità che stanno completando la fase di formazione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76558